Sevulfo

Incipit certa relatio de situ Ierusalem, 1102-1103

Sevulfo, pellegrino scandinavo che visita i Luoghi Santi poco dopo la conquista crociata, ci permette di avere una descrizione dettagliata di come si presentava il complesso del Santo Sepolcro dopo il restauro di Monomaco e prima del riassetto crociato che unificò gli spazi in una sola struttura.

Descrizione del triportico, degli altari e delle reliquie venerate

"Nell'atrio della chiesa del Santo Sepolcro si vedono luoghi santissimi, e cioè il carcere ove Nostro Signore Gesù Cristo, per testimonianza dei Siriani, fu messo dopo il tradimento. Poi un po' più sopra vi è il luogo dove fu trovata la Santa Croce con le altre croci e, in seguito, fu costruita una grande chiesa in onore della regina Elena, ma che dopo dai pagani fu abbattuta dalla fondamenta. 
Nella parte inferiore, non lontano dalla prigione, si vede una colonna di marmo alla quale il nostro Signore Gesù Cristo fu legato nel pretorio e malmenato con aspri flagelli. Vicino è il luogo dove Nostro Signore fu spogliato dai suoi indumenti dai soldati. Poi vi è il luogo dove fu vestito con veste di porpora dai soldati e coronato di spine, e dove dividero i suoi vestiti dopo aver tirato la sorte. 
Dopo si sale sul Monte Calvario, dove il patriarca Abramo, fatto un altare, per comando di Dio volle immolare suo figlio; dopo lì stesso il figlio di Dio, già prefigurato da Isacco, fu immolato a Dio Padre quale vittima per la redenzione del mondo. [...] 
Sotto il Calvario vi è un luogo che si chiama Golgota, dove, a quanto si dice, Adamo risuscitò da morte dopo che su di lui cadde un fiotto del sangue divino. [...] In cima alla chiesa del Santo Sepolcro, nella parte esterna del muro, non lontano dal Calvario, vi è un luogo che si chiama Compas, dove lo stesso Signore Nostro Gesù Cristo con la propria mano indicò e diede le dimensioni del centro del mondo. [...] Questi santissimi oratorii si trovano nel cortile del Sepolcro nella parte di est".



DE SANDOLI. S. Itinera Hierosolymitana Crucesignatorum. Vol II