Arculfo

Adamnanus, De locis sanctis, 670 dC (circa)

Primo testimone della situazione successiva all'arrivo arabo in Gerusalemme, il vescovo gallico Arculfo ci ha lasciato per mano del monaco Adamnano che lo interrogò e trascrisse le sue memorie di pellegrino, una ricca descrizione del Santo Sepolcro e degli altri luoghi visitati nella Città Santa durante la sua permanenza.

Descrizione della Tomba del Signore

"Al centro di questa rotonda interna, un piccolo edificio circolare è scavato in un sol blocco di pietra. Nove persone vi possono pregare stando in piedi. Dalla testa di una persona alta in piedi fino alla volta vi è un piede e mezzo di distanza. [...] Questo piccolo edificio si apre verso est. Tutto l'esterno è rivestito di marmo scelto e la cima, decorata in oro, sostiene una grande croce in oro. La tomba dei Signore è scavata in questa stessa roccia nella parete nord interna. ll pavimento di questa edicola è più basso della tomba: dal pavimento fino all'inizio della tomba vi è un'altezza approssimativa di tre palmi (circa 70 cm)' . Questa è l'informazione datami da Arculfo, che ha visitato più volte la tomba del Signore e l'ha misurata con cura".

De locis sanctis, Libro I, cap. II

Della pietra che chiudeva la Tomba

"Alla mia domanda (sul colore della pietra), Arculfo rispose: 'Questa edicola del sepolcro del Signore non ha alcuna decorazione interna e tutta la sua superficie mostra fino ad oggi la traccia degli strumenti usati dagli scalpellini. La roccia dell'edicola e della tomba non è di un unico colore, ma una mescolanza di rosso e bianco; di conseguenza questa roccia presenta un duplice colore'. Ma questo basta sull'argomento".

De locis sanctis, Libro I, cap. IV