Anonimo di Piacenza

Itinerarium Antonini Placentini, 560-570 dC

L'itinerario di viaggio, scritto approssimativamente tra il 560 e il 570 dC, muove da Piacenza, presunta città natale dell'anonimo pellegrino, per attraversare il medio oriente da Costantinopoli ad Alessandria d'Egitto e ritorno. Assieme alla testimonianza che l'anonimo ci offre dei Luoghi Santi, il suo racconto fa eco del moltiplicarsi dei culti alle reliquie "ad sanctos" e dei racconti di leggendari miracoli.

Descrizione dell'Edicola del Sepolcro

"Inchinandoci, proni a terra, entrammo nella Città Santa nella quale venerammo il Sepolcro del Signore.
In sepolcro nel quale il corpo del Signore fu posto, è scavato nella pietra naturale. La lucerna a forma di vaso che in quell'occasione fu posta presso il suo capo, lì arde giorno e notte; da essa prendemmo l'olio benedetto e poi la riponemmo al suo posto. Nel Sepolcro si introduce terra dal di fuori e entrando la si prende per la benedizione.
La pietra con cui il sepolcro è stato chiuso si trova davanti al Sepolcro e il colore è quello della pietra che è ricavata dal Golgota. Ma ora la pietra è ornata d'oro e di gemme e inoltre della stessa pietra è stato fatto l'altare che si trova nel punto dove è stato crocifisso il Signore. La pietra del Sepolcro è come una grande mola. Ed ha innumerevoli ornamenti [...]. Il sepolcro a mo' di edicola è coperto d'argento e davanti al Sepolcro è posto un altare".

Anonimo di Piacenza, Itinerarium, I, cap 18

Delle reliquie conservate nell'atrio del Martiryum

"Ci sono cinquanta passi dal Golgota fino a dove fu trovata la croce. Nella basilica di Costantino che sta vicino al Sepolcro e al Golgota, nell'atrio della basilica si trova la stanza dove è riposto il legno della croce che venerammo e baciammo. L'iscrizione che era stata posta sul capo del Signore, nella quale si trova scritto: «Gesù Nazareno, re dei Giudei», la tenni tra le mani e la baciai. Il legno della croce è di noce. Quando la santa croce viene portata in processione per l'adorazione e giunge nell'atrio dove è adorata, alla stessa ora appare in cielo una stella che si muove verso il luogo dove sta la croce. E mentre si adora la croce, la stella sta sopra ad essa, e si porta l'olio da benedire dentro ad ampolle piene a metà. Nel momento in cui il legno della croce tocca queste ampolle, subito l'olio ribolle fuori e, se non si chiudono in fretta, ribolle fuori tutto. Quando la croce ritorna al suo posto, ritorna al suo posto anche la stella; dopo che la croce è stata rinchiusa, non appare più la stella. Qui si trovano la canna e la spugna di cui si parla nel Vangelo; dalla spugna bevemmo l'acqua; qui si trova il calice di onice, che Gesù benedisse durante la cena e molte altre reliquie; nella parte superiore si trovano gli ornamenti di santa Maria e la sua cintura e il nastro che metteva in capo. Lì ci sono anche sette seggi di marmo degli anziani."

Anonimo di Piacenza, Itinerarium, I, cap 20