Cappella di Sant'Elena

Cappella di Sant'Elena

La cappella a tre navate, con 4 colonne che sostengono la cupola, è di proprietà degli Armeni e fu una delle prime aggiunte fatte completamente dai crociati al Santo Sepolcro. Fonti e scavi archeologici confermano che già nel progetto costantiniano l’aula era in qualche modo utilizzata. Dai muri pendono molte lampade secondo lo stile armeno.
Il mosaico del pavimento raffigura le principali Chiese di questo popolo. Le colonne sono coronate da capitelli bizantini, due in stile corinzio e due a cestello, che i crociati riutilizzarono asportandoli dall’antica moschea di El Aqsa. Le finestre della cupoletta prendono luce dal cortile sopraelevato di Deir es-Sultan posto dietro all'abside della Basilica, dove si trovano le celle dei monaci etiopi.
Da una porta su retro si raggiunge la Cappella di Vertan e dei martiri armeni, aperta solo su richiesta, dove è stato trovato l’antico disegno della barca con la scritta "Domine ivimus" -Signore, andammo- che si è ritenuta essere la più antica traccia di venerazione lasciata da un pellegrino antico prima ancora della costruzione della Basilica.

Ritrovamento della Vera Croce