L'epoca del Mandato britannico

L'architetto inglese Harrison durante i controlli al Sepolcro

Conclusa la prima guerra mondiale, che vide la sconfitta della Germania e della Turchia, sua alleata, la Palestina fu affidata in amministrazione mandataria all'Inghilterra.
La speranza che la questione dei Luoghi Santi sarebbe stata risolta in modo equo, dal momento che gli inglesi, essendo al di fuori di ogni questione, sarebbero stati giudici più imparziali tra le parti contendenti, rimase non corrisposta.
Il progetto della costituzione di una Commissione che avrebbe dovuto esaminare i diritti di ciascuna Comunità, fu ritirato e le controversie furono assegnate alla competenza dell'Alto Commissario inglese per la Palestina, con l'obbligo di far osservare lo Statu Quo.
Il governo inglese in caso di urgenti lavori o restauri, in base all'art.13 del mandato e a un ordinamento dei 1929 del Dipartimento delle Antichità, poteva intervenire direttamente. Ciò avvenne nel 1934 e nel 1939.
A seguito del forte terremoto dei 1927, l'architetto inglese Harrison, diede l'allarme sulla pericolante staticità della Basilica e la fece puntellare con impalcature di ferro e di legno.
Francescani e Greci invitarono architetti specialisti a compiere un'ulteriore perizia ed il responso fu che i lavori di puntellamento eseguiti non erano sufficienti ad evitare una catastrofe, per cui occorreva cercare altre soluzioni. Le tre Comunità, dal canto loro, provvidero a riparare i danni dei terremoto: i Greci ricostruirono a proprie spese la cupola dei Catholicon, i Francescani ripararono la cappella dei Calvario e gli Armeni quella di S. Elena.

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